Angela Rinaldi Psicologa Psicoterapeuta
Angela Rinaldi Psicologa Psicoterapeuta

          Di cosa mi occupo

Disturbi dell'umore

sintomi principali della depressione sono l’umore depresso e/o la perdita di piacere e interesse per quasi tutte le attività che prima interessavano e davano piacere. 

Molto frequentemente si presentano sintomi come: l’anedonia (stanchezza, affaticamento, mancanza di energie) e la demotivazione. Inoltre, la persona depressa può soffrire di un aumento o una diminuzione significative dell’appetito e quindi del peso corporeo senza essere a dieta; può presentare rallentamento o agitazione motorie e disturbi del sonno (dorme di più o di meno o si sveglia spesso durante la notte o non riesce ad addormentarsi o si sveglia precocemente); può non riuscire a concentrarsi, mantenere l’attenzione e prendere decisioni. 

Molte persone depresse hanno la sensazione che gli altri non possano comprendere il proprio stato d’animo e che siano ottimisti inutilmente.

Più specificamente, la depressione si manifesta attraverso parecchi sintomi di tipo fisico, emotivo, comportamentale e cognitivo.

Il sintomo soggettivo prevalente è la sensazione di essere inutile, negativo o continuamente colpevole che può arrivare all’odio verso di sé; spesso sono presenti pensieri di morte o di suicidio, che possono andare da un vago senso di morte e desiderio di morire fino all’intenzione di farla finita con una vera e propria pianificazione e tentativi di suicidio.

 

Depressionequando siamo troppo spesso tristi, ci sentiamo dei falliti, abbiamo spesso brutti pensieri, non proviamo più piacere nel fare nulla, siamo stanchi e abbiamo difficoltà a dormire o, al contrario, dormiamo troppo.

Depressione post parto: quando, dopo la nascita del proprio figlio, non riusciamo a riprenderci, ci sembra di non farcela. Non ci sentiamo all’altezza e proviamo colpa per i sentimenti negativi che proviamo nei confronti di noi stesse, del bambino o per il partner.

Disturbo maniaco depressivo: quando passiamo rapidamente da uno stato triste e depresso a uno stato di euforia e ci sembra di poter fare ogni cosa ma poi sprofondiamo di nuovo nella depressione.

Disturbi d'ansia

L'ansia è uno stato psichico, prevalentemente cosciente, di un individuo caratterizzato da una sensazione di preoccupazione o paura, più o meno intensa e duratura, che può essere connessa o meno a uno stimolo specifico immediatamente individuabile (interno o esterno) ovvero una mancata risposta di adattamento dell'organismo a una qualunque determinata e soggettiva fonte di stress per l'individuo stesso.  L'ansia è una complessa combinazione di emozioni che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea, tremore interno. Può esistere come disturbo cerebrale primario oppure può essere associata ad altri problemi medici, inclusi altri disturbi psichiatrici. I segni somatici sono dunque un'iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale della classica risposta del sistema simpatico di tipo "combatti o fuggi".

Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore.

Disturbo d'ansia generalizzata: quando siamo in uno stato di perenne allerta e non riusciamo a comprendere fino in fondo il perché. Proviamo sintomi come: agitazione, paura, batticuore, sudorazione accentuata,  tensione muscolare, in pratica ci sentiamo sempre tesi e non ci pare possibile rilassarci.

Attacchi di panico: quando l’ansia sperimentata è molto forte, ci sembra di non respirare più, il cuore batte più forte quasi da sentirlo esplodere nel petto, ci sembra di svenire, temiamo di perdere il controllo o addirittura di morire. Quasi tutti i sintomi inizialmente possono essere confusi con quelli dell'infarto e per tale motivo è molto importante una buona analisi differenziale.

Fobie: quando si ha una paura marcata e persistente, irrazionale e sproporzionata per qualcosa che non rappresenta una reale minaccia. Si può trattare di luoghi, situazioni, oggetti (aghi) o animali (uccelli, ragni, ecc.), che ci fanno sentire bloccati, e che pur riconoscendone l'irrazionalità della nostra paura non riusciamo a controllarla, anzi ne veniamo controllati fino ad una limitazione delle nostre normali attività.

Disturbo ossessivo compulsivo: quando la nostra mente è invasa da pensieri persistenti e incontrollabili, quando proviamo l’impulso a compiere una serie di azioni o “riti”  pensando che, altrimenti, accadrà qualcosa di brutto.

Disturbo acuto da stress e disturbo post-traumatico da stress: quando abbiamo vissuto degli eventi traumatici e violenti nei quali abbiamo avuto paura per la nostra vita e riviviamo continuamente quel momento provando orrore e impotenza.

Le dipendenze

Per dipendenza si intende una alterazione del comportamento che da semplice o comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica. L'individuo dipendente tende a perdere la capacità di un controllo sull'abitudine. Dal punto di vista degli effetti è utile suddividere la dipendenza in dipendenza fisica (alterato stato biologico) e dipendenza psichica (alterato stato psichico e comportamentale).

 

Dipendenza da internet: quando navigare sul web, frequentare i diversi social network, giocare d’azzardo o fare shopping on line, diventano un pensiero fisso; dedichiamo sempre più tempo e quasi tutte le nostre risorse alla realtà e agli amici virtuali, a discapito delle relazioni reali. La rete diventa un luogo alternativo alla vita reale, che perde sempre più la sua importanza. Il web diviene quasi un rifugio, un luogo dove poter essere qualcun'altro.

Shopping compulsivo: quando proviamo un impulso irrefrenabile a comprare qualcosa, oggetti di diversa natura che non sono necessari per noi e spesso spendiamo di più di quello che possiamo permetterci. Il solo pensare di poter essere impossibilitati a fare acquisti ci provoca ansia e frustrazione.  Fare shopping ci provoca una forte euforia che però è di breve durata, tanto da farci tornare ben presto ad una sensazione di vuoto che non è stata affatto colmata.

Dipendenza affettiva: quando la relazione con il nostro partner diventa l’unica nostra ragione di essere e di vivere. Tendiamo a mettere da parte i nostri bisogni e la nostra dignità di persona a reprimere le emozioni negative pur di non mettere a rischio il rapporto anche se ci sentiamo spesso inadeguate e in colpa. Quando l'amore si ammala si rischia di essere sfruttati, maltrattati o abusati dall'altro.

Disturbi dell'età evolutiva

Per età evolutiva generalmente si intende il periodo di anni che va dall’infanzia all’adolescenza. In questo periodo si producono dei cambiamenti che promuovono lo sviluppo della persona sul piano fisico, cognitivo, affettivo, sociale e del comportamento. L’inserimento nella scuola, l’integrazione con i coetanei, l’apprendimento delle regole sociali dello stare in gruppo, il cambiamento del corpo, la nascita di un fratellino o di una sorellina, sono solo alcune delle importanti tappe che il bambino o l’adolescente si trova ad affrontare e non è raro che, durante tali esperienze, possano sorgere delle difficoltà dando luogo a momenti di disagio emotivo e comportamentale. 
Durante questa età, la difficoltà che si incontra nel riconoscimento di questi problemi, sta nel fatto che molto spesso i bambini e gli adolescenti non riescono sempre a spiegare il proprio disagio verbalmente, ma sono dei comportamenti, più o meno latenti, a segnalare un disagio e ad accendere un campanello d’allarme. 
Per questo è importante prestare a attenzione e cogliere eventuali segni di difficoltà che il soggetto presenta, al fine di prevenire la strutturazione di una patologia o di un disturbo più serio.

In questo percorso di crescita possono accadere eventi sia sul piano psicologico

(cioè emotivo-relazionale) sia sul piano biologico che vanno ad acuire i momenti di passaggio più delicati.

                           I problemi che possono presentarsi possono essere:

Disturbi comportamentali

  • disturbo da deficit di attenzione ed iperattività
  • disturbo oppositivo provocatorio
  • disturbo della condotta
  • disturbo da Tic

Disturbi emozionali

  • disturbo di ansia da separazione in infanzia e adolescenza
  • fobia scolare
  • mutismo selettivo
  • depressione infantile e adolescenziale

Disturbi della comunicazione o fonatori

  • disturbo espressivo del linguaggio o balbuzie

Disturbi dell’apprendimento

  • dislessia (disturbo della lettura)
  • discalculia (disturbo del calcolo)
  • disturbo dell’espressione scritta

Ecc.....

 

 

 


Sostegno alla genitorialità

La  genitorialità rappresenta una funzione molto complessa che incorpora in sé, sia aspetti individuali relativi quindi alla nostra idea (in parte conscia e in parte inconscia) di come un genitore deve essere e, sia aspetti di coppia ossia della modalità relazionale che i partner condividono nell’assolvere questo specifico compito. La transizione alla genitorialità costituisce una fase importante nel ciclo vitale degli individui e, l’ingresso di un nuovo membro modifica ampiamente le relazioni nell’ambito della famiglia nucleare e allargata comportando, quindi, l’inizio di una nuova storia generazionale. La nascita del primo figlio segna la transizione da coppia di coniugi a triade familiare e, sarà la riuscita o il fallimento di questo passaggio a condizionare fortemente l’evoluzione del ruolo di genitore.

La famiglia e il rapporto con i genitori rimane il luogo primario all’interno del quale si realizza la crescita e lo sviluppo del bambino.

I percorsi psicologici di sostegno alla genitorialità si prefiggono di supportare i genitori nel loro ruolo, di promuovere la consapevolezza dell’importanza di tale compito e di accrescere e rafforzare le loro competenze educative. Tutto ciò passa attraverso una maggiore comprensione del figlio (i suoi bisogni, le sue paure, il suo modo di comunicare, ecc…), di se stessi e della relazione con lui e una riflessione sugli atteggiamenti educativi e comunicativi messi in gioco nel rapporto. Con tali premesse sarà possibile quindi anche ripensare a nuove modalità di comportamento, di espressione e confronto con i propri figli.

I percorsi di sostegno alla genitorialità non sono destinati a famiglie problematiche solo in situazioni particolarmente traumatiche ma può essere un cammino utile a qualsiasi genitore per migliorare la relazione con i figli, le dinamiche familiari e la crescita di ogni membro della famiglia.

Disturbi del comportamento alimentare

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono complesse malattie mentali che portano, chi ne è affetto, a vivere con l'ossessione del cibo, del peso e dell'immagine corporea.
Il peso, tuttavia, non è un marcatore clinico imprescindibile di disturbi del comportamento alimentare, perché anche persone di peso corporeo normale possono essere affette dalla patologia.

I disturbi del comportamento alimentare possono compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico ecc.) e portare a morte.

Colpiscono con più frequenza le giovani donne e tendono ad essere molto mutevoli, anche nello stesso individuo. L'età di esordio si è abbassata e non è raro ormai trovare forme di disturbi del comportamento alimentare anche tra bambini e pre-adolescenti.
Se ne distinguono quattro tipi principali:

  • anoressia nervosa
  • bulimia
  • binge eating (disturbo da alimentazione incontrollata)
  • altre forme: disturbi sottosoglia, forme ibride ed Ednos (disturbi alimentari non altrimenti specificati o disturbi del comportamento alimentare-Nas)

Le cause dei disturbi del comportamento alimentare non sono ben definite e certamente non univoche, ma multifattoriali, comprendenti cioè tanto fattori psicologici che biologici.

 

N.B: Per il successo del trattamento sono fondamentali la diagnosi precoce e un trattamento tempestivo affidato ad un'équipe di specialisti, comprendente medici, psichiatri, psicologi e nutrizionisti.

Problemi relazionali

La coppia può trovarsi a affrontare varie situazioni che minano la sua solidità, come problemi economici, incomprensioni con le famiglie d’origine, liti sull’educazione dei figli, relazioni extra coniugali. Spesso abbiamo la sensazione di non capire più il partner, ci sembra che lui sia cambiato, o siamo cambiati noi e la situazione familiare ci provoca malessere, a volte ci sembra di parlare due lingue diverse e di litigare sempre per le stesse cose.

Le relazioni sono sempre in costante cambiamento, possono includere momenti “perfetti” ma, in un rapporto costante e realistico, sono presenti momenti di tranquillità intervallati da molti alti e bassi. Le difficoltà relazionali possono essere innescate da una moltitudine di situazioni e possono essere fonte di disagio se il problema non viene gestito in modo adeguato. Eventi di vita importanti come la perdita del lavoro o una malattia, problemi sessuali o infedeltà, difficoltà a parlare di quello che si sta vivendo con il partner, possono portare ad un’interruzione della comunicazione e causare significative tensioni tanto da mettere a dura prova il rapporto, fino in alcuni casi, alla rottura. Quando, infatti, si è troppo occupati a gestire le difficoltà della vita quotidiana è più facile ignorarne gli effetti sul rapporto di coppia.

Le relazioni sociali sono molto importanti per gli esseri umani, sia dal puto di vista cognitivo-emotivo sia psicologico. Anche le relazioni con gli amici hanno la loro importanza, basti pensare al punto di riferimento che il gruppo assume per l’adolescente nello sviluppo della propria identità, dei valori personali e dello stile di socievolezza. La capacità di farsi nuovi amici, che presuppone una buona fiducia in sé e negli altri, può essere esercitata e potenziata a scuola, nelle squadre sportive, all’oratorio e in tutte quelle occasioni sociali che il territorio, in condizioni normali, offre.

Le relazioni sociali sono un’area di estrema importanza per l’essere umano sia dal punto cognitivo-emotivo che dal punto di vista psicologico. - See more at: http://www.valentinaluciani.it/mi-occupo-di/difficolta-relazionali-e-sociali/#sthash.mcGEDXPx.dpuf

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